Una nuova Europa senza una stella. Come cambierà?

Una nuova Europa senza una stella. Come cambierà?

Se ne stanno sentendo tante nella giornata di oggi, L’UK è uscita, non fa più parte lell’Unione Europea.

“SEE UE LATER”, l’ironico titolo del tabloid britannico “SUN” presenta l’indipendenza del Regno Unito dall’Unione Europea e saluta il Primo Ministro Cameron.

Molti atricoli spiegano le viccende:

In questa frenetica notte, tra alti e bassi, l’UK ha scelto il “Leave”, per un 51,8%, rispetto al “Remain”, che ha ottenuto un 48,2%. Il territorio del Regno Unito si è spaccato portando l’ago della bilancia del voto verso il Brexit e così esce definitivamente dall’Unione Europea.

La prima conseguenza, che è arrivata spontanea ma, se così non fosse stato, sarebbe stato richiesto dagli euroscettici mossi dall’ex sindaco conservatore di Londra Boris Johnson e il capo del partito per l'indipendenza dell'UK Nigel Farage, le dimissioni del Primo Ministro David Cameron.

Un uomo con un forte sostegno verso la rimanenza nell’Unione Europea, vista la vincita del Brexit, dichiara che il Regno Unito necessita di una leadership fresca per dirigere questa nuova direzione:

“Farò tutto quello che posso come primo ministro per tener fermo il timone nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Ma non penso sarebbe la cosa giusta per me rimanere il capitano che conduce il nostro Paese alla sua prossima destinazione”, annuncia Cameron. “Questa non è una decisione che ho preso alla leggera. Ma credo che sia nell’interesse nazionale avere un periodo di stabilità e, poi, la necessaria leadership”.

Intanto La Borsa è in panico; Tokyo cede l’8% delle azioni, il mercato asiatico ha preso il via ad un forte crollo, seguito dal crollo della moneta inglese che arriva all’1.33 di perdita sul dollaro, il picco negativo peggiore anche del 1985.

La cosa che fa riflettere è l’analisi sui voti, per quanto riguarda i membri dell’UK. La Scozia non è stata favorevole a questo “Leave”, facendo prevalere il “Remain” per il 62%, l’Irlanda del Nord, anch’essa ha spinto il suo ago della bilancia verso il “Remain” per il 55,8% mentre per il Galles e il resto dell’Inghilterra ha pesato maggiormente il “Leave” dando il via ad uno dei momenti storici più importanti per l’Europa.

Ancor più significativo è l’indice dell’età. Sembrerebbe che siano stati gli ultra cinquantenni col 44% “Remain”, se non addirittura gli ultra sessantacinquenni col 39% “Remain”, a fare la differenza, mentre la comunità dei giovani sarebbe stata molto più propensa a restare con una percentuale del 75 per quanto riguarda i giovanissimi under 25 e il 56% dei 25-49enni verso il “Remain”.

Dati che fanno pensare.

Ma che ripercussioni avrà tutto ciò sull’Europa? L'Economia, il Welfare Europei possono risentirne?

Ancora non si sa, intanto oggi il premier Matteo Renzi a Palazzo Chigi dichiara: "L'Italia è tornata solida, il nostro Paese ha il dovere di offrire questa solidità anche agli altri partner europei e per questo siamo impegnati fin da domani, a iniziare dai ministri degli esteri, e poi lunedì a Berlino in un incontro con Merkel e Hollande".  E sottolinea “Oggi è un giorno senza precedenti, un giorno non facile. Ma l'Europa ha dimostrato nel corso della sua storia di essere più forte di ogni e qualsiasi difficoltà".

 

Fonti:

http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2016/06/24/brexit-sp-italia-poco-esposta-soffre-irlanda-_13cee81d-bbff-4721-af2d-300c9d8c99cc.html

http://www.ilsole24ore.com/

http://www.corriere.it/

http://www.repubblica.it/ 

 

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