Una nuova frontiera dell’educazione: quando bambini e anziani si sostengono reciprocamente!

Una nuova frontiera dell’educazione: quando bambini e anziani si sostengono reciprocamente!

“Si crede che, mettendo semplicemente in contatto un bambino e un anziano, essi immediatamente si comprenderanno reciprocamente e ne scaturisca una relazione intergenerazionale, senza bisogno di assistenza esterna. In realtà servono sforzo e attenzione per preparare un bambino e un anziano a trovarsi bene l’uno con l’altro. I contatti intergenerazionali possono essere magici, ma la magia richiede impegno.” (Steining, 2003)

 

Numerosi studi individuano nel legame intergenerazionale anziani - bambini (in genere gli anziani sono i nonni) un fattore “protettivo” per il benessere psichico di entrambi. Bambini ed anziani hanno indubbiamente qualcosa in comune, qualcosa che permette loro di “riconoscersi”, di interagire e di stare bene insieme. La vulnerabilità innanzi tutto, e poi talora quel desiderio e quella curiosità (definita “infantile”, appunto) verso tutto e tutti, anche verso ciò che ancora non esiste o non è mai esistito, e forse mai esisterà. 

 

 

UN INCONTRO PIENO DI ENERGIA

La persona anziana mantiene il senso di soddisfazione personale e una visione positiva della vita se continua ad essere impegnata in attività legate a vecchi e nuovi ruoli. La rinuncia a questi ruoli equivale ad un senso di perdita e smarrimento dell’identità sociale e porta all’esclusione e all’isolamento. Il benessere delle ultime stagioni dell'esistenza sarebbe fortemente dipendente dalla capacità dei soggetti di mantenere ben saldi gli impegni e i riferimenti valoriali tipici dell'età di mezzo. L'anziano deve essere in grado, ed essere messo nelle condizioni, di conciliare l'identità passata con quella attuale attraverso il recupero di un senso di continuità con il passato e con l'insegnamento e il ricordo da lasciare alle generazioni future.

I bambini, con il loro carico di energia e di vita davanti, chiedono alle persone più grandi, affetto e attenzione, chiedono tempo, chiedono di stringere un legame con il passato, di conoscere quello che viene prima dell’adesso e da dove provengono. Hanno bisogno di sperimentare forme di socialità altre, di sentirsi parte di una comunità che non è fatta solo di bambini ma anche di persone con età differenti. L’esperienza che i piccoli possono ricevere nell’incontro con le persone anziane è un fondamento di crescita. L’anziano offre al bambino tempi e spazi completamente diversi da quelli dei genitori e a differenza dei genitori, protesi al futuro, la persona anziana si presenta come una persona concentrata nel presente del bambino, rallentando i ritmi e offrendo ai piccoli anche uno spazio magico e fantastico dove essere se stesso. Grazie a questo incontro, contatto e scambio, si offre ai piccoli la possibilità di scoprire la vecchiaia per mezzo di una conoscenza attiva, un’esperienza quotidiana, vera, reale che consenta di essere un domani adulti senza pregiudizi e discriminazioni, in una società che è sempre più vecchia.

 

IL PROGETTO REALE

«Gli anziani residenti hanno subìto una completa trasformazione in presenza dei bambini». Ha visto con i suoi occhi cosa succede: «Prima dell'arrivo dei piccoli, gli ospiti della casa di riposo sembravano mezzi morti o nel migliore dei casi addormentati. Era un'immagine davvero deprimente. Ma non appena i bambini sono entrati per le varie attività ecco gli anziani riprendersi e ritornare alla vita».

Un progetto, nato proprio con l’intenzione di cogliere e descrivere la leggerezza e la complessità delle interazioni tra i bambini e gli anziani residenti si è sviluppato nella scuola materna Providence Mount St. Vincent, aperta dal 2011 a Seattle, ispirandosi al metodo ideato dal Mount’s Intergenerational Learning Center, un’organizzazione noprofit dedicata ai bambini, creata nel 1991. Una scuola materna alloggiata all’interno di una casa di riposo.

La casa di riposo ospita circa 400 anziani, molti dei quali hanno circa 90 anni e costante bisogno di assistenza. I bambini iscritti, circa 125 con età che va dai tre ai cinque anni, frequentano 5 giorni alla settimana. Ogni giorno gli insegnanti organizzano i loro gruppi e li portano ai piani residenziali per visitare gli anziani. Le attività durano 20 minuti per i bambini più piccoli o 60 minuti per quelli più grandi. Anziani e bambini sono coinvolti in attività programmate comuni come la musica, la danza, l’arte, l’ascolto e la narrazione, ma sono previsti momenti in cui viene incoraggiata e facilitata l’interazione libera e spontanea come avviene normalmente tra nonni e bambini. Infine tutti a pranzo assieme.  

 

Secondo gli organizzatori, si tratta di una frequentazione positiva per entrambi i gruppi. A mano a mano, i bambini imparano a conoscere uno per uno gli ospiti e ad accettare i loro acciacchi, apprendendo a rispettare le persone fragili. Dal canto loro, gli anziani, privati o indeboliti del loro ruolo sociale, possono trovare nelle relazioni con i bambini un nuovo slancio verso la vita e sostegno alle potenzialità latenti e residue: tendono ad essere più ottimisti, a sorridere, a impegnarsi in una conversazione, mantenendo viva la memoria e i ricordi, a prendersi più cura di se stessi e a sentirsi ancora utili.  

 

ANCHE IN ITALIA

Un esperimento analogo è ora partito anche Piacenza; è in attività un asilo nido all'interno di una casa di riposo. Con risultati sorprendenti dove ciascuna età si giova della presenza dell'altra.

Rispetto a Seattle in questa esperienza italiana sono coinvolti bambini ancora più piccoli, quelli del asilo nido, con un'età che va dai 6 mesi ai 3 anni. Ma il concetto è lo stesso. Cucina, pittura, lettura, giochi sono tutte attività che piccolissimi e vecchissimi possono fare tutti insieme imparando i primi, e mantenendosi attivi i secondi. 

Una ricetta semplice ed efficace che già a Padova, anche se non sotto la forma di vero e propria scuola materna o nido, è da tempo utilizzata presso la Civitas Vitae, un luogo che sarebbe riduttivo definire "casa di riposo" perché è molto di più. In una sorta di cittadella, una città nella città, è attivo da qualche anno un progetto basato proprio sul valore della forza che può generarsi dal legame tra diverse generazioni. Qui giovani, anche disabili, e anziani convivono. I bambini che frequentano l'asilo nido e la scuola materna oltre a essere seguiti da educatori professionali, hanno la fortuna di imparare ad andare in bicicletta con dei nonni e questi nonni imparano a usare gli strumenti digitali come pc o tablet grazie ai bambini. 

 

Attraverso Anziani e Bambini Insieme si vogliono anche trasmettere contenuti e messaggi di coesione per la Comunità intera che ha bisogno di riattivare canali di comunicazione e solidarietà fra le generazioni. Un’opportunità per respirare mutualità, senso di appartenenza sociale e per riscoprire i legami tra le generazioni.

 

Consiglio a tutti di guardare questo fantastico video …

https://www.youtube.com/watch?v=6K3H2VqQKcc

 

Ricordi Alessandro

 

FONTI:

 

Contattaci

Compila subito il form seguente,
ti ricontatteremo al più presto.

autorizzo il trattamento dei dati ai sensi del D.Lgs. 196/2003. Dichiaro di aver letto informativa sulla Privacy  Si No