Cos’è? Si parla di arteriosclerosi quando grassi (lipidi) e colesterolo si depositano sulle pareti interne dei vasi sanguigni e delle arterie facendole degenerare e restringendo il condotto dove passa il flusso del sangue pompato dal cuore.

I termini di arteriosclerosi e aterosclerosi sono spesso usati indifferentemente come sinonimi; in realtà con il termine arteriosclerosi si identificano tutte le forme di indurimento, ispessimento e perdita di elasticità della parete arteriosa quali l’aterosclerosi, l’arteriolosclerosi e la sclerosi calcifica. L’alterazione patologica di arterie e vasi sanguigni, l’arteriosclerosi, è una delle cause principali dell’insorgere di malattie cardiovascolari tra cui angina pectoris, ictus e infarto. L’arteriosclerosi si ha quando grassi (lipidi) e colesterolo si depositano sulle pareti interne dei vasi sanguigni e delle arterie facendole degenerare e restringendo il condotto dove passa il flusso del sangue pompato dal cuore.

Le conseguenze di questa patologia sono alcuni importanti disturbi circolatori: quando il sangue scorre con fatica nei suoi naturali condotti (i vasi) si possono formare coaguli o trombi, cioè ostruzioni dei vasi sanguigni che portano all’infarto se sono localizzati a livello del cuore o ictus, se sono a livello cerebrale.

L’arteriosclerosi non dà sintomi e si sviluppa lentamente nel corso della vita. Per prevenire l’arteriosclerosi è importante avere un corretto stile di vita: non bisogna fumare, avere un’alimentazione ricca di grassi, essere obesi o sedentari. Una volta individuata, l’arteriosclerosi può essere tenuta sotto controllo con un cambio di abitudini e stili di vita e con farmaci specifici.

DIAGNOSI – Se si ritiene di essere a rischio di arteriosclerosi è consigliabile consultare il proprio medico che valuterà:

  • età e genere, il sesso maschile è più colpito di quello femminile. Le donne hanno più probabilità di ammalarsi dopo la menopausa
  • peso e altezza, il sovrappeso e l’obesità sono fattori di rischio per l’arteriosclerosi
  • abitudine al fumo
  • malattie cardiovascolari in famiglia(familiarità), parenti di primo grado (padre, madre, fratelli, sorelle e figli) che abbiano avuto un infarto o un ictus in giovane età, vale a dire prima dei 55 anni negli uomini o prima dei 65 anni nelle donne
  • ipertensione arteriosa
  • ipercolesterolemia
  • diabete

Sulla base del livello di rischio rilevato, il medico può chiedere esami specifici come l’eco-doppler (ecografia che permette di vedere l’interno dei principali vasi sanguigni e studiare il flusso del sangue) o l’angiografia (esame radiologico che consente di visualizzare le immagini dei vasi sanguigni) e, eventualmente, prescrivere farmaci.

In ogni caso, migliorare lo stile di vita ritarda o riduce lo sviluppo dell’arteriosclerosi, pertanto è sempre raccomandato.

UNA QUESTIONE (ANCHE) DI GRASSI – Le placche che si accumulano nella parte delle arterie contengono anche grassi e colesterolo. Per questo gli esperti raccomandano di limitare il consumo di alimenti che sono ricchi di grassi saturi e di colesterolo. Fra i cibi cui fare attenzione sono inclusi ad esempio la carne e il burro. Altri alimenti, invece, aiutano a combattere l’aterosclerosi aumentando il colesterolo “buono”, quello che aiuta a mantenere le arterie in salute. Si tratta, ad esempio, del pesce ricco di omega 3, della frutta secca e dei semi. Le fonti di steroli e stanoli vegetali aiutano invece a ridurre il colesterolo cattivo. Queste molecole possono essere assunte con la frutta, la verdura, i cereali, gli oli di origine vegetale, la frutta secca e le noci, ma non solo. Oggi, infatti, esistono anche alimenti funzionali addizionati di steroli vegetali che, proprio grazie a queste sostanze, aiutano a proteggere la salute di cuore e arterie. Il consumo di soia riduce invece sia il colesterolo “cattivo” che i trigliceridi. Inoltre, il suo isoflavone esercita proprietà antiarterosclerotiche legandosi ai recettori degli ormoni femminili, gli estrogeni; in termini pratici ciò si traduce, almeno nel caso delle donne, nella riduzione del rischio di malattie coronariche e di ictus.

LOTTA ALLO STRESS OSSIDATIVO E ALL’INFIAMMAZIONE – Un altro fattore da combattere per prevenire l’aterosclerosi è lo stress ossidativo. L’ossidazione è infatti un processo fondamentale nella formazione delle placche che occludono le arterie e, proprio per questo, diversi ricercatori hanno concentrato la loro attenzione sui benefici dei cibi antiossidanti in termini di prevenzione dell’aterosclerosi.
Ragionando in termini di malattie coronariche, gli studi condotti nel corso di numerosi anni hanno dimostrato che le vitamine C ed E, molecole antiossidanti presenti in frutta e verdura, alimenti immancabili in una dieta anti-aterosclerosi, sono associate a una loro riduzione. Nemmeno il pesce ricco di omega 3 può mancare: il consiglio è di mangiarne almeno 2 volte alla settimana non solo perché aiuta ad aumentare il colesterolo “buono”, ma anche perché esercita un effetto antiaterosclerotico contrastando l’aggregazione delle piastrine, riducendo i trigliceridi, stabilizzando le placche aterosclerotiche e, soprattutto, esercitando un’azione antinfiammatoria.

L’IMPORTANZA DELLE SCELTE CORRETTE

Non esistono attualmente cure in grado di invertire il processo di arteriosclerosi, ma i cambiamenti negli stili di vita possono rallentarlo ed evitarne l’aggravamento. Le cure farmacologiche per ridurre il rischio che si verifichino malattie cardiovascolari vanno somministrate solo se prescritte dal medico curante, seguendo le sue indicazioni e per lungo tempo; qualsiasi terapia deve comunque essere accompagnata dall’adozione di uno stile di vita sano. Un’alimentazione opportuna può quindi aiutare a prevenire l’aterosclerosi. Non bisogna però affidarsi a un solo super-alimento: sono più scelte, combinate fra loro, ad aiutare a proteggere la salute cardiovascolare attraverso il cibo.

 

FONTI.

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